Teramo – Le notizie provenienti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” destano grande preoccupazione. I tagli ai finanziamenti per la ricerca sanitaria pubblica potrebbero compromettere la stabilizzazione del personale, penalizzare i ricercatori e indebolire una delle eccellenze scientifiche più rilevanti del territorio.
Questa situazione è stata denunciata dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori, ma il silenzio della Regione Abruzzo e dei parlamentari di centrodestra eletti nel territorio è considerato grave. In risposta a una decisione del Ministero della Salute che colpisce un patrimonio scientifico di rilevanza nazionale e internazionale, ci si aspettava una reazione immediata e autorevole, che finora non è avvenuta.
Marco Marsilio, presidente della giunta regionale, ha il dovere politico e istituzionale di tutelare gli interessi dell’Abruzzo. È inaccettabile assistere passivamente a scelte che minacciano posti di lavoro qualificati e competenze acquisite in anni di ricerca, oltre a un presidio fondamentale per la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la sanità veterinaria.
La responsabilità ricade anche sui parlamentari abruzzesi della maggioranza di governo. Essere rappresentanti del territorio implica far sentire la propria voce quando il futuro della ricerca pubblica e gli interessi dell’Abruzzo sono in gioco. Non è sufficiente rivendicare i risultati del Governo quando sono favorevoli; è necessario intervenire anche quando le decisioni danneggiano il territorio.
L’Istituto Zooprofilattico di Teramo non è solo un centro di ricerca, ma un patrimonio pubblico frutto del lavoro di centinaia di professionisti, rappresentando un punto di riferimento nazionale nella ricerca scientifica e nella prevenzione sanitaria. Indebolirlo significa impoverire l’Abruzzo e compromettere opportunità di sviluppo, innovazione e occupazione qualificata.
Abruzzo Insieme ha dichiarato di esprimere piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dell’IZS, sostenendo le iniziative di mobilitazione per il ripristino delle risorse e la tutela del personale. Inoltre, si chiede alla Regione Abruzzo di convocare con urgenza un tavolo istituzionale e ai parlamentari abruzzesi di attivarsi immediatamente presso il Ministero della Salute affinché vengano ritirate le misure che stanno mettendo in ginocchio la ricerca pubblica. L’Abruzzo non può permettersi di perdere una delle sue eccellenze più prestigiose nell’indifferenza generale.





