Teramo – A più di due anni dalla scomparsa di Marco Benso, la figlia ha scelto di collaborare direttamente con gli investigatori, affidandosi a un avvocato e a un consulente tecnico per ottenere chiarezza sulla sorte del padre.
Marco Benso, che lasciò la sua abitazione nell’ottobre del 2024, è scomparso senza lasciare tracce. Le ricerche iniziarono subito e coinvolsero forze dell’ordine, soccorritori e volontari, con particolare attenzione alle aree montane.
Recentemente, le indagini hanno fatto un passo avanti grazie al ritrovamento di alcuni resti ossei sul Monte Cagno, insieme a elementi che hanno fatto ipotizzare un collegamento con la scomparsa di Benso. In quella zona erano già stati rinvenuti alcuni oggetti ritenuti compatibili con quelli che l’uomo avrebbe potuto avere con sé.
Tuttavia, gli accertamenti scientifici non hanno ancora fornito una conclusione definitiva sulla vicenda. La figlia di Marco Benso ha quindi deciso di intraprendere un’iniziativa per ottenere tutte le informazioni necessarie riguardo alle analisi e alle indagini in corso.
Gli esami sui resti recuperati e le verifiche genetiche sono ora al centro dell’attenzione, poiché sono fondamentali per giungere a un’identificazione certa. Dopo un’attesa di oltre due anni, la famiglia chiede che ogni dubbio venga risolto definitivamente, in un caso ancora avvolto da interrogativi e che potrebbe ricevere risposte decisive attraverso ulteriori approfondimenti sui resti trovati in montagna.





