Teramo – La Provincia di Teramo ha respinto ogni accusa riguardante la mancata riapertura della strada a Silvi, interessata da un rischio di frana, e ha risposto alle richieste del sindaco, delineando chiaramente le competenze degli enti coinvolti. Camillo D’Angelo, presidente della Provincia, ha affermato che l’ente non ha responsabilità sugli interventi di messa in sicurezza del versante da cui proviene il rischio di crollo.
«La nostra competenza – ha spiegato D’Angelo – non è quella di mitigare il versante o ridurre il rischio di frana, ma esclusivamente quella di riaprire la strada una volta che il versante sarà stato messo in sicurezza. È un’attività che, pur volendo, non possiamo svolgere perché non rientra nelle competenze della Provincia». Il presidente ha evidenziato che l’ente provinciale ha già avviato tutte le operazioni necessarie, con la carreggiata ripulita e pronta per la riapertura.
D’Angelo ha aggiunto che «domani pomeriggio la strada sarà completamente pulita e, dal nostro punto di vista, potrebbe essere riaperta». Tuttavia, ha specificato che ciò potrà avvenire solo quando il Comune avrà completato gli interventi necessari per eliminare il rischio di crollo oppure avrà attivato il sistema di monitoraggio previsto.
Il presidente ha richiamato il verbale dell’ultima riunione tecnica, sottolineando che esiste una soluzione alternativa agli interventi strutturali: il monitoraggio continuo del versante, affidato all’università e collegato a semafori intelligenti che bloccano il traffico in caso di movimenti della collina. «Il monitoraggio – ha precisato – rappresenta un’alternativa alla mitigazione del rischio. Se il sistema rileva movimenti della collina, i semafori bloccano immediatamente il traffico, consentendo di chiudere la strada in tempo reale fino al ripristino delle condizioni di sicurezza».
Tuttavia, D’Angelo ha ribadito che né il monitoraggio né gli interventi di consolidamento del versante sono di competenza della Provincia, ma devono essere realizzati dal Comune oppure finanziati dalla Regione. Solo dopo questi passaggi sarà possibile procedere alla riapertura della strada. Questa presa di posizione, secondo il presidente della Provincia, serve a chiarire definitivamente il riparto delle responsabilità in una situazione che continua a creare disagi alla viabilità e alimentare il confronto istituzionale tra gli enti coinvolti.
La strada potrà essere riaperta solo quando il Comune avrà completato gli interventi necessari per eliminare il rischio di crollo oppure avrà attivato il sistema di monitoraggio previsto.





