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Crisi dei quotidiani in Abruzzo: prepensionamenti e soppressioni al Messaggero

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Crisi dei quotidiani in Abruzzo: prepensionamenti e soppressioni al Messaggero

Teramo – Durante l’ultima riunione, il direttivo del Sindacato Giornalisti Abruzzesi ha analizzato la condizione dei quotidiani in Abruzzo, evidenziando la crisi del Centro, che si trova nella fase finale del suo stato di crisi con l’uscita degli ultimi giornalisti per prepensionamento.

Particolare attenzione è stata rivolta al Messaggero, che sta vivendo un progressivo impoverimento della sua edizione abruzzese. Attualmente, nel quotidiano romano, è in corso un esodo di giornalisti e collaboratori, senza che vi siano nuovi innesti a compensare le uscite.

L’ultima uscita per prepensionamento nel Messaggero è avvenuta a settembre 2024, con un’assunzione a termine non rinnovata dall’azienda. Inoltre, tre colleghi capiservizio e un giovane redattore hanno lasciato volontariamente il giornale, segno di un crescente disagio professionale.

La situazione è ulteriormente aggravata dall’abbandono dei collaboratori, in particolare delle pagine provinciali di Pescara e Teramo, il che rischia di impoverire ulteriormente i contenuti dell’edizione. Un ulteriore segnale negativo è rappresentato dalla soppressione di due pagine provinciali dell’Aquila e Pescara, insieme alla pagina provinciale di Teramo, che è stata sostituita da una pagina di spettacoli.

Il Sindacato Giornalisti Abruzzesi ha espresso preoccupazione per il chiaro processo di disimpegno del Messaggero da una regione in cui ha storicamente avuto radicamento, evidenziato anche dal fatto che il coordinamento dell’edizione è stato affidato a un caporedattore basato in Umbria. Dopo 34 anni, si interrompe così l’autonomia dell’edizione Abruzzo.

La preoccupazione del sindacato si concentra sull’impoverimento complessivo dell’offerta informativa regionale e sui possibili contraccolpi occupazionali derivanti dalla scomparsa di uno storico presidio del giornalismo abruzzese.

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