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Riduzione della vigilanza armata al Ser.D di Teramo solleva preoccupazioni

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Riduzione della vigilanza armata al Ser.D di Teramo solleva preoccupazioni

Teramo – La vigilanza armata al Ser.D di Teramo, presente da oltre vent’anni, è stata ridotta e non assicura più la copertura per l’intero orario di apertura al pubblico. Questa decisione ha suscitato forti preoccupazioni tra il personale sanitario, che opera quotidianamente in un servizio considerato tra i più delicati della sanità territoriale.

Il Servizio per le Dipendenze, infatti, assiste ogni giorno persone con problematiche legate all’uso di sostanze e ad altre forme di dipendenza, esponendo medici, infermieri e operatori socio-sanitari a situazioni spesso imprevedibili. Nel corso degli anni, non sono mancati episodi di minacce, aggressioni verbali e comportamenti violenti, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

In almeno un caso, sarebbero state segnalate persone armate all’interno della struttura. La presenza della guardia giurata svolge una funzione strategica durante il ritiro e il trasporto dei farmaci sostitutivi contenenti sostanze stupefacenti, operazioni delicate che richiedono rigidi protocolli di sicurezza.

La riduzione della vigilanza armata ha sollevato numerosi interrogativi. Attualmente, non sono state comunicate le motivazioni che hanno portato a questa modifica, nonostante il livello di criticità del servizio non sembri essere diminuito. Le preoccupazioni riguardano non solo la sicurezza dei dipendenti, ma anche quella degli utenti e di tutti coloro che frequentano quotidianamente il Ser.D.

In un contesto dove tensioni e situazioni di emergenza possono verificarsi in qualsiasi momento, la presenza di personale specializzato nella vigilanza ha sempre rappresentato un deterrente significativo. Ora, l’attenzione si rivolge all’Azienda sanitaria, dalla quale si attendono chiarimenti sulle ragioni della riduzione della vigilanza armata e sulle eventuali misure alternative adottate per mantenere gli standard di sicurezza. Questa risposta è attesa da operatori e cittadini, mentre cresce il timore che il venir meno di un presidio storico possa aumentare i rischi in un servizio già riconosciuto come particolarmente esposto.

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