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I Sindaci del Campo Largo si dissociano dalla mancata espressione di voto in Commissione

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I Sindaci del Campo Largo si dissociano dalla mancata espressione di voto in Commissione

Teramo – I Sindaci del campo largo, membri della SASI, hanno manifestato la loro dissociazione riguardo alla mancata espressione del voto da parte dei loro rappresentanti in Commissione Regionale. Questo comportamento ha suscitato profondo stupore e netta disapprovazione.

I Sindaci hanno dichiarato: “Ad oggi – non riusciamo a comprendere le ragioni che hanno spinto i nostri consiglieri regionali di riferimento ad abbandonare l’aula al momento del voto, scegliendo di non esprimere alcuna formale posizione e di non sostenere le nostre condivise posizioni.”

Inoltre, hanno sottolineato che ci discostiamo in modo assoluto e categorico da questo comportamento, il quale non rappresenta la linea dettata dai territori e rischia di vanificare mesi di approfondimento e condivisione.

È importante ricordare che l’ERSI, l’Ente Regionale Servizio Idrico, aveva già depositato in Regione uno studio tecnico che confermava la fattibilità e la preferenza per la divisione in due sub-ambiti del servizio idrico. I Sindaci ribadiscono che la difesa dell’acqua pubblica e la riorganizzazione in due sub-ambiti rimangono priorità irrinunciabili, nell’esclusivo interesse dei cittadini.

Il percorso verso la proposta di divisione del territorio regionale in due sub-ambiti è stato lungo e condiviso, con incontri e tavoli tecnici che hanno coinvolto attivamente anche i consiglieri regionali di riferimento del campo largo. La volontà politica di dare indicazione formale all’ERSI per la costituzione di due sub-ambiti nel settore idrico era stata ribadita durante l’ultima assemblea della SASI, dove si era registrata una totale convergenza con i colleghi Sindaci di centro-destra.

La tutela della risorsa idrica e l’efficienza delle reti sono temi che trascendono le divisioni ideologiche, poiché l’acqua è un bene comune che deve rimanere saldamente a gestione pubblica. La Commissione Regionale avrebbe dovuto esprimere un voto favorevole unanime, ma la situazione attuale ha creato preoccupazione tra i Sindaci.

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