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Genitori del nido “Pinocchio” di Teramo richiedono un aumento dei posti a tempo pieno

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Genitori del nido "Pinocchio" di Teramo richiedono un aumento dei posti a tempo pieno

Teramo – I genitori dei bambini iscritti al nido comunale “Pinocchio – Anna Ferrante” hanno inviato una lettera al Comune di Teramo per richiedere una revisione dell’organizzazione del servizio e dei criteri di assegnazione dei posti a tempo pieno.

Nella missiva, si chiede un incontro con il sindaco, l’assessore al Personale, Comunità Educante e Diritto allo Studio, e la coordinatrice dei nidi comunali. Al centro della richiesta vi è la distribuzione dei posti disponibili, in particolare il fatto che su 48 posti complessivi al nido, solo 12 siano riservati alla frequenza a tempo pieno.

I genitori sostengono che la ripartizione attuale, che prevede sei posti a tempo pieno per i lattanti, tre per i bambini della sezione medi e tre per i grandi, non sia sufficiente per soddisfare le necessità delle famiglie con figli oltre i dodici mesi, specialmente in quelle in cui entrambi i genitori lavorano. I genitori ritengono che la ripartizione dei posti a tempo pieno sia insufficiente per rispondere ai bisogni delle famiglie con figli oltre i dodici mesi.

La lettera evidenzia come l’attuale assetto del servizio renda sempre più difficile conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari. Inoltre, si sottolinea che il contesto sociale ed economico, insieme alla normativa nazionale ed europea, incoraggia la piena partecipazione al lavoro di entrambi i genitori.

Per tali motivi, i firmatari della lettera chiedono al Comune di avviare una riflessione più ampia sull’organizzazione dei nidi, considerando possibili modifiche per aumentare il numero dei posti a tempo pieno. Tra le proposte avanzate vi sono una diversa gestione del riposo pomeridiano, una revisione dei criteri di assegnazione dei posti e una riorganizzazione degli spazi per consentire la permanenza di un numero maggiore di bambini anche nelle ore pomeridiane.

I genitori affermano inoltre che il nido d’infanzia non dovrebbe essere visto solo come un servizio assistenziale, ma come uno strumento di welfare in grado di promuovere l’occupazione, sostenere la natalità e rispondere alle esigenze delle famiglie. Secondo loro, fare affidamento su nonni o baby sitter non è più una soluzione praticabile per molti nuclei familiari.

La lettera si conclude con un riconoscimento della qualità del servizio fornito dalle educatrici, collaboratrici e personale delle cucine, considerato un patrimonio importante per la città, e con la richiesta all’amministrazione comunale di aprire un tavolo di confronto con le famiglie per trovare soluzioni organizzative più adeguate alle attuali necessità.

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