Teramo – Isabella Di Mattia è la principale indagata per l’omicidio di Marco Pennesi, trovato senza vita nella sua abitazione di viale Matteotti a Civitanova Marche. La donna, di 33 anni, è stata fermata dalla Procura di Macerata con l’accusa di aver ucciso il compagno al termine di una violenta lite domestica.
Durante l’interrogatorio, condotto dal sostituto procuratore Enrico Riccioni, Isabella ha ammesso di aver colpito l’uomo, sostenendo di aver agito in legittima difesa. «Mi ha aggredito e mi sono difesa», ha dichiarato. Tuttavia, gli inquirenti hanno espresso dubbi sulla sua versione, ritenendo che non ci siano riscontri oggettivi a supporto della legittima difesa.
Il corpo di Marco Pennesi, 62 anni, è stato rinvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, riverso in un lago di sangue nella mansarda dove viveva. Secondo il medico legale Antonio Tombolini, il 62enne sarebbe morto dissanguato in seguito a una profonda coltellata inferta a un braccio. Sul corpo di Marco Pennesi sono stati riscontrati traumi alla testa provocati da un oggetto contundente.
Alcuni vicini di casa hanno dato l’allarme, insospettiti dalle urla e dai forti rumori provenienti dall’appartamento tra le 14 e le 15. Una vicina ha riferito di aver visto tracce di sangue sulle scale e di essersi tranquillizzata solo dopo che Isabella aveva detto che Pennesi era stato accompagnato in ospedale. Tuttavia, un familiare dell’uomo ha poi scoperto la drammatica verità.
Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato con il supporto della Scientifica, della Squadra Mobile e dei carabinieri, hanno escluso al momento la presenza di altre persone nell’appartamento. Le telecamere della zona non hanno registrato ingressi di estranei durante l’orario in cui si ritiene sia avvenuto il delitto.
Isabella Di Mattia, originaria della provincia di Teramo e uscita da poco dal carcere, è stata trovata sul posto ancora in possesso dell’arma da taglio ritenuta compatibile con il delitto. Per questo motivo, è stata sottoposta a fermo e trasferita in carcere.
Secondo le indagini, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite all’interno di una relazione segnata da problematiche personali e da pregresse vicende legate alla tossicodipendenza, già note alle autorità. Saranno ora gli accertamenti medico-legali e l’autopsia a chiarire con precisione la dinamica dell’omicidio e a verificare se la versione fornita dalla donna trovi riscontri oggettivi. La Procura di Macerata continua a contestarle l’omicidio volontario.





