Teramo – Il confronto tra i sindacati e l’azienda che gestisce il servizio Cup della Asl di Teramo si fa sempre più teso. Lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi rimane attivo in tutti i presidi della provincia, poiché gli ultimi incontri non hanno portato, secondo le organizzazioni sindacali, a nessun progresso sulle principali rivendicazioni dei lavoratori.
Le sigle sindacali, Filcams Cgil Teramo e Fisascat Cisl Abruzzo Molise, segnalano che ci sono numerose criticità irrisolte. Tra queste, i mancati adeguamenti contrattuali per il personale e il mancato riconoscimento dello smart working per gli operatori del call center, che da anni si trovano a dover ricorrere a un massiccio utilizzo dello straordinario e sono costretti a spostarsi quotidianamente da Treglio a Teramo.
Inoltre, i sindacati evidenziano problemi organizzativi che inciderebbero pesantemente sulle condizioni di lavoro. I turni vengono comunicati con scarso preavviso e il personale è frequentemente trasferito da una sede all’altra, mentre la gestione dei servizi è lasciata alla disponibilità dei lavoratori, chiamati a colmare le carenze organizzative.
Pesanti sono anche le accuse riguardanti le relazioni sindacali. Filcams Cgil e Fisascat Cisl denunciano comportamenti antisindacali, lamentando l’assenza di un dialogo costruttivo e segnalando presunti atteggiamenti ritorsivi nei confronti dei dipendenti che hanno aderito allo stato di agitazione. Su questo punto, i sindacati stanno considerando anche eventuali azioni legali.
Un nuovo incontro è previsto per venerdì in Prefettura, nell’ambito della procedura di raffreddamento del conflitto. Le organizzazioni sindacali sperano di ricevere risposte concrete, non solo per tutelare i lavoratori, ma anche per garantire un servizio essenziale ai cittadini. In caso contrario, avvertono, la mobilitazione continuerà e potrebbe culminare nella proclamazione di uno sciopero.





