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Rigopiano: Della Vigna evidenzia responsabilità e omissioni nella tragedia

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Rigopiano: Della Vigna evidenzia responsabilità e omissioni nella tragedia

Teramo – Rigopiano: Della Vigna evidenzia responsabilità e omissioni nella tragedia

Rigopiano – La tragedia che ha colpito Rigopiano non è da considerarsi un evento naturale imprevedibile. Secondo le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Perugia, emerge chiaramente il peso delle omissioni e delle carenze nella prevenzione del rischio valanghe, che hanno portato alla morte di 29 persone.

L’avvocata Wania Della Vigna, avvocata di parte civile nel procedimento, ha sottolineato che la mancata redazione della Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv) ha impedito l’attivazione delle misure di tutela necessarie. La Corte ha evidenziato che senza la Clpv non era possibile attivare i meccanismi di protezione successivi, un aspetto cruciale nella ricostruzione delle responsabilità legate all’incidente di Rigopiano.

Della Vigna ha dichiarato: «La tragedia di Rigopiano non è stata un’imprevedibile fatalità naturale, ma il risultato di una catena di omissioni, negligenze e sottovalutazioni del rischio». La decisione della Corte, secondo l’avvocata, è significativa in quanto riconosce l’esistenza di responsabilità e delle relative posizioni di garanzia.

Inoltre, l’avvocata ha evidenziato che la mancata attuazione della Carta del pericolo valanghe, unita alle criticità nella gestione dell’emergenza e della viabilità, ha impedito alle persone presenti nell’hotel di beneficiare di una misura di salvaguardia che avrebbe potuto rivelarsi decisiva. Le motivazioni depositate a Perugia rappresentano un nuovo passaggio giudiziario significativo nella complessa vicenda legata alla tragedia dell’Hotel Rigopiano e, secondo Della Vigna, rafforzano il quadro delle responsabilità delineato nel corso del processo.

Infine, l’avvocata ha affermato che la sentenza restituisce dignità alla memoria delle 29 vittime e verità ai familiari, assumendo un valore che va oltre il singolo procedimento giudiziario. Della Vigna ha concluso sottolineando che il caso Rigopiano deve servire da monito per il futuro: la prevenzione dei rischi e la sicurezza del territorio non possono essere considerati adempimenti secondari, soprattutto in aree vulnerabili a fenomeni naturali potenzialmente devastanti.

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