Teramo – Un avvocato di 58 anni, noto nella città di Sulmona, ha perso il controllo e si è scagliato contro una dottoressa del pronto soccorso, dopo un lungo iter che ha visto coinvolta la zia, un’89enne in attesa di un intervento chirurgico per un’occlusione intestinale.
La Procura della Repubblica ha notificato all’avvocato un avviso di garanzia per le frasi minacciose rivolte alla dottoressa durante una discussione accesa riguardante l’assistenza prestata alla sua anziana parente. Il confronto è emerso in seguito a un presunto ritardo nella gestione del caso tra il pronto soccorso e il reparto di Chirurgia.
Le minacce rivolte alla dottoressa avrebbero provocato un forte stato di agitazione nella dottoressa, che ha accusato un malore ed è stata assistita dal personale del pronto soccorso. L’anziana paziente venne successivamente operata, ma morì il giorno seguente a causa delle complicazioni insorte durante l’intervento.
Dopo il decesso, il nipote della paziente aveva considerato l’ipotesi di chiedere la riesumazione della salma per verificare eventuali responsabilità mediche, ma ha poi deciso di accantonare questa possibilità per non arrecare ulteriori sofferenze alla famiglia, riservandosi comunque di agire in sede civile per un eventuale risarcimento.
Il professionista, all’epoca dei fatti, ha dichiarato di aver richiesto l’intervento dei carabinieri, lamentando la gestione del percorso sanitario della zia e ritenendo ingiustificata la lunga attesa prima dell’intervento. Secondo la sua versione, il personale del pronto soccorso avrebbe dovuto verificare tempestivamente la disponibilità del chirurgo reperibile.





