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Teramo istituisce la ‘Giornata degli Internati Militari Italiani’ per ricordare 235 cittadini

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Teramo istituisce la 'Giornata degli Internati Militari Italiani' per ricordare 235 cittadini

Teramo – La Giunta comunale ha approvato una delibera che istituisce la ‘Giornata degli Internati Militari Italiani (IMI)’, da celebrare annualmente il 20 settembre. Questa iniziativa mira a restituire visibilità e memoria a 235 cittadini teramani che furono internati nei campi di prigionia nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Queste storie di uomini strappati alle loro famiglie e costretti a vivere in condizioni disumane, ora trovano un riconoscimento ufficiale. L’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANRP) ha fornito un primo elenco di 235 internati, alcuni dei quali pagarono con la vita la loro deportazione.

Il dramma degli internati si inserisce in un contesto più ampio, che coinvolse oltre 650.000 militari italiani catturati dalle forze tedesche, molti dei quali furono privati dello status di prigionieri di guerra e costretti a subire fame, freddo e violenze. Secondo la delibera comunale, circa 50.000 di questi militari morirono durante la prigionia.

Il Comune di Teramo ha sottolineato che il rifiuto di molti militari di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e combattere al fianco dei nazisti rappresenta un atto di resistenza morale e civile, fondamentale per la rinascita democratica dell’Italia. Questa memoria è particolarmente importante per le nuove generazioni.

Ogni 20 settembre, saranno organizzate cerimonie commemorative, incontri, dibattiti e attività nelle scuole per raccontare non solo la tragedia dell’internamento, ma anche il valore della scelta compiuta da quegli uomini. L’Albo comunale degli IMI teramani non sarà un documento chiuso e potrà crescere attraverso nuove ricerche negli archivi e alla documentazione che emergerà, come fogli matricolari, lettere e fotografie.

L’organizzazione delle celebrazioni sarà affidata all’assessore alla Cultura, in collaborazione con associazioni locali, scuole e istituzioni culturali. Così, a più di ottant’anni da quegli eventi, Teramo inizia a mettere insieme i nomi di una resistenza silenziosa, combattuta anche da 235 suoi cittadini, il cui ‘no’ significò fame, deportazione e, in alcuni casi, morte. Dal prossimo 20 settembre, questa memoria avrà ufficialmente una giornata e un albo dedicato nella città.

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