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Sei abruzzesi condannati per frode sui risarcimenti COVID da 800 mila euro

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Sei abruzzesi condannati per frode sui risarcimenti COVID da 800 mila euro

Teramo – Sei abruzzesi condannati per frode sui risarcimenti COVID da 800 mila euro

Sei individui sono stati condannati a pene che variano da 4 anni e 4 mesi a 2 anni e 4 mesi di reclusione per aver creato aziende agricole fittizie al fine di ottenere risarcimenti COVID. Le ditte risultavano avere sede all’Aquila.

Le ditte risultavano avere sede all’Aquila e hanno consentito di accedere alle agevolazioni previste per le aziende localizzate nei comuni interessati da eventi calamitosi, dopo il sisma del 2009.

Secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza, per ottenere tali aiuti economici, sarebbero state presentate dichiarazioni fiscali che indicavano volumi d’affari molto elevati negli anni antecedenti alla pandemia, con importi che in alcuni casi raggiungevano i 400 mila euro e, per alcune aziende, si avvicinavano al milione di euro.

Successivamente sarebbero stati dichiarati ricavi drasticamente inferiori, così da dimostrare il calo di fatturato richiesto dalla normativa per accedere ai contributi.

Le somme erogate dall’Agenzia delle Entrate, ammontanti a circa 800 mila euro, sarebbero state trasferite attraverso una rete di bonifici tra i conti degli indagati e di persone a loro collegate. In alcuni casi, i bonifici sarebbero stati inviati anche all’estero, per complicare la ricostruzione dei flussi finanziari.

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