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Burocrazia e un gatto morto: la disavventura del professor Galzio a Tortoreto

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Burocrazia e un gatto morto: la disavventura del professor Galzio a Tortoreto

Teramo – Il professor Renato Galzio, noto neurochirurgo, ha vissuto una spiacevole esperienza con la burocrazia in merito al recupero di un gatto morto nel suo giardino a Tortoreto.

La vicenda ha avuto inizio quando Galzio ha trovato un gatto deceduto, in avanzato stato di decomposizione, nel proprio giardino. Dopo aver contattato la Polizia Locale, ha ricevuto l’invito a raccogliere personalmente l’animale e a contattare la Poliservice, un suggerimento che il professore ha rifiutato, esprimendo preoccupazioni per possibili rischi sanitari legati a un possibile avvelenamento dell’animale.

Successivamente, Galzio ha contattato la Poliservice, che ha risposto di non poter intervenire nelle proprietà private, neppure con l’autorizzazione del proprietario, invitandolo nuovamente a rimuovere personalmente il gatto. Non soddisfatto, il neurochirurgo ha deciso di rivolgersi alla Asl, che lo ha indirizzato al Servizio Veterinario.

Fortunatamente, il Servizio Veterinario ha preso in carico la situazione. La veterinaria Beatrice Di Palma è intervenuta, recuperando la carcassa del gatto e redigendo un verbale di sopralluogo. Nel documento si segnalava un sospetto di avvelenamento, ma a causa dello stato di decomposizione, non sono stati possibili accertamenti diagnostici. La carcassa è stata quindi destinata alla distruzione, e il Comune è stato notificato per avviare la procedura di smaltimento.

Nonostante ciò, la situazione non si è risolta. Galzio ha ricontattato la Polizia Locale, informandoli della comunicazione ufficiale inviata dalla Asl al Comune. Anche in questo caso, ha ricevuto risposte poco collaborative e un invito a rivolgersi nuovamente alla Poliservice, che ha ribadito di non poter intervenire senza una disposizione della Polizia Locale.

Galzio richiama la Polizia locale e, questa volta, essendosi qualificato e trovando un’operatrice molto più garbata, riesce ad ottenere una sorta di consiglio: collocare il sacco col gatto morto nei pressi dell’area di raccolta dei rifiuti, ma dopo il passaggio della raccolta, poi avrebbe provveduto la Poliservice e – spiega la vigilessa – se non provvede Poliservice, provvediamo noi.

Dopo tre giorni, la busta con il gatto morto era ancora nel giardino di Galzio, e il cattivo odore si faceva sempre più forte.

Il professor Galzio ha descritto la burocrazia italiana come una nemica dei cittadini, lamentando la mancanza di collaborazione e garbo nelle risposte ricevute dalla Polizia Locale.

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