Home Cronaca La famiglia Ferrante: quasi vent’anni di legame con Roseto degli Abruzzi

La famiglia Ferrante: quasi vent’anni di legame con Roseto degli Abruzzi

102
0
La famiglia Ferrante: quasi vent'anni di legame con Roseto degli Abruzzi

Teramo – La storia di Giovanni Ferrante e della sua famiglia, originari di Napoli, è un esempio di come le vacanze possano trasformarsi in un legame profondo con una comunità. Da quasi vent’anni, i Ferrante scelgono Roseto degli Abruzzi per trascorrere circa tre mesi ogni estate.

Al centro di questa esperienza c’è Rosita, la figlia di Giovanni, il cui sorriso ha contribuito a creare un rapporto speciale con la città. Ferrante ha raccontato la loro storia nell’ambito dell’iniziativa “Roseto ringrazia chi la sceglie da una vita”, sottolineando come Roseto non sia più solo una località di villeggiatura, ma una vera e propria casa.

Nel corso degli anni, la famiglia ha instaurato amicizie e abitudini, tornando ogni estate nei luoghi e tra le persone che hanno conosciuto. Un aspetto significativo di questo legame è l’attenzione riservata alle persone con disabilità. Per facilitare l’accesso al mare per Rosita, è stata realizzata una passerella sulla spiaggia libera tra il Lido 38 e il Lido dei Vigili del Fuoco, un intervento che ha migliorato notevolmente la sua esperienza al mare.

Questa passerella, sebbene semplice, ha un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi ha difficoltà negli spostamenti, offrendo autonomia e la possibilità di vivere la spiaggia insieme agli altri. In questo contesto, è nato anche il “Lido Sorriso”, un simbolo di comunità che rappresenta una grande famiglia estiva formata intorno a Rosita, con persone conosciute sulla spiaggia e amicizie nate durante le vacanze.

Giovanni Ferrante ha affermato che, dopo quasi vent’anni, tornare a Roseto non significa più semplicemente andare in vacanza, ma tornare a casa. La sua famiglia ha scelto Roseto, ma anche la città ha scelto loro attraverso le persone incontrate e la sensibilità ricevuta. Il cartello dedicato al “Lido Sorriso” continua a raccontare questa storia di affetto e accoglienza.

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome