Teramo – ARAP è intervenuta nella questione relativa all’approvvigionamento idrico della Villa Comunale, sottolineando che non esiste alcuna intenzione di privare il polmone verde della città della sua risorsa idrica. La risorsa proveniente dal torrente Vezzola, infatti, è limitata e deve essere ripartita tra le necessità comunali, le attività produttive e il sistema antincendio.
Questa presa di posizione è giunta in seguito a recenti notizie e polemiche. ARAP ha chiarito che l’acqua derivante dal Vezzola non è potabile e non fa parte del Servizio Idrico Integrato, ma è una risorsa storicamente utilizzata per l’area industriale e per alcune necessità del Comune, inclusi il laghetto della Villa e l’irrigazione del verde. La convenzione stipulata tra il Comune di Teramo e l’allora Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione prevede l’assegnazione di 6 litri al secondo al Comune, con la possibilità di un ulteriore prelievo di 4 litri al secondo.
Antonio Morgante, direttore generale di ARAP, ha affermato: «È importante partire dai fatti e dai documenti», aggiungendo che non si intende sottovalutare le necessità della Villa e del patrimonio verde. Tuttavia, è fondamentale determinare il reale fabbisogno idrico attuale, considerando che la convenzione e il sistema di approvvigionamento risalgono a un contesto molto diverso. ARAP ha anche messo in evidenza l’importanza di verificare l’efficienza della rete comunale.
Nel dicembre 2025, il Comune si era impegnato a controllare la presenza di eventuali perdite, in particolare nelle vasche di accumulo tra viale Bovio e via Turati, e a installare una saracinesca aggiuntiva all’ingresso della Villa. Durante il tavolo tecnico del 5 agosto, si è concordata l’installazione di un sistema per prevenire il fenomeno del ‘troppo pieno’ delle vasche. Morgante ha sottolineato che prima di affermare che la quantità d’acqua fornita sia insufficiente, è necessario conoscere «quanta acqua arriva effettivamente alla rete comunale, quanta ne viene utilizzata e se vi siano dispersioni o inefficienze nel sistema di accumulo e distribuzione».
ARAP ha attivato un misuratore sulla condotta DN 200 per controllare puntualmente i flussi e avere a disposizione dati oggettivi. La scarsità della risorsa è un tema rilevante, poiché le elevate temperature e le scarse precipitazioni dell’estate 2026 hanno comportato una significativa riduzione delle portate. ARAP ha già segnalato questa situazione a giugno alle imprese, al Comune di Teramo e al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, adottando le necessarie regolazioni per garantire il reintegro delle vasche di accumulo.
Morgante ha ribadito: «Non c’è stata e non c’è alcuna volontà di “togliere l’acqua” alla Villa». Quando la portata naturale diminuisce, è necessario bilanciare le esigenze della Villa con quelle delle imprese e garantire la disponibilità per la sicurezza antincendio. ARAP ha anche ricostruito il recente confronto istituzionale, evidenziando che dopo l’esposto e la diffida presentati dal Comune il 31 luglio, l’Azienda ha convocato il tavolo tecnico del 5 agosto, dove sono state definite modalità operative e impegni reciproci. L’11 agosto, il Comune ha formalmente revocato sia l’esposto-denuncia sia la precedente diffida.
Mario Battaglia, commissario straordinario di ARAP, ha dichiarato: «Non abbiamo alcun interesse ad alimentare una contrapposizione con il Comune di Teramo», sottolineando l’importanza del confronto tecnico. ARAP ha ora l’intenzione di completare il lavoro, misurando i flussi, stabilendo il reale fabbisogno della Villa, individuando ed eliminando eventuali dispersioni, realizzando gli interventi concordati sulla rete comunale e aggiornando una convenzione ormai obsoleta, in modo da adeguarla alle attuali esigenze. Battaglia ha ribadito che la salvaguardia della Villa, del verde, dei laghetti e degli animali è un interesse pubblico, ma lo sono anche la sicurezza antincendio e la continuità delle attività produttive. ARAP ha concluso affermando che la soluzione non può risiedere nell’attribuzione di responsabilità per una risorsa che diventa più scarsa nei periodi di siccità, ma deve concentrarsi sulla verifica dei consumi e delle perdite, rispettando gli impegni assunti da tutti gli enti coinvolti.





