Teramo – La Camera Penale di Teramo ha denunciato una crisi irreversibile nel carcere di Castrogno, dove alla data del 10 agosto si registrano 461 detenuti a fronte di una capienza di 250 posti, generando un tasso di sovraffollamento del 79%.
Durante una visita effettuata insieme al consigliere regionale Giovanni Cavallari, i rappresentanti della Camera Penale hanno evidenziato che la situazione non ha mostrato miglioramenti rispetto all’anno precedente, anzi, è peggiorata, portando a definire la crisi come «strutturale, organizzativa ed umana, pressoché irreversibile».
Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio è di 160 unità, contro un organico previsto di 221, e dall’inizio dell’anno gli agenti hanno accumulato circa 16mila giornate di ferie e 30mila ore di straordinario. Questi numeri evidenziano una grave carenza di risorse umane all’interno dell’istituto.
Le celle, di circa 12 metri quadrati, ospitano due detenuti e diventano difficili da sopportare durante le ore più calde. I detenuti, che rimangono in cella dalle 19 alle 7 del mattino, non dispongono né di ghiaccio né di bottiglie d’acqua fresca, a causa della collocazione di frigoriferi e pozzetti in aree non accessibili.
Inoltre, la Camera Penale ha segnalato criticità come docce comuni, infissi deteriorati e modalità inadeguate di pulizia degli ambienti e raccolta dei rifiuti. Queste condizioni ostacolano ulteriormente il percorso di risocializzazione dei detenuti, che dovrebbe essere uno degli obiettivi fondamentali della pena.
Secondo i penalisti, i controlli effettuati dal personale non sarebbero sufficienti ad arginare un fenomeno alimentato anche dall’utilizzo dei droni per introdurre sostanze dall’esterno. Le condizioni strutturali del carcere, costruito circa cinquant’anni fa, non avrebbero conosciuto significativi interventi di manutenzione o ammodernamento, contribuendo alla gravità della situazione attuale.





