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Sospese tre strutture turistiche nel Teramano per irregolarità lavorative e gravi carenze di sicurezza

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Sospese tre strutture turistiche nel Teramano per irregolarità lavorative e gravi carenze di sicurezza

Teramo – Tre strutture turistico-ricettive della provincia di Teramo sono state sospese dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro al termine di una serie di controlli effettuati tra la costa e le località montane.

Le verifiche hanno portato alla scoperta di sei lavoratori impiegati in nero, con due attività a Alba Adriatica e Roseto degli Abruzzi che hanno subito la sospensione. Ad Alba Adriatica, sono stati individuati due lavoratori in nero, il che ha fatto scattare l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale.

Il datore di lavoro è stato denunciato all’autorità giudiziaria anche per violazioni in materia di sicurezza. Durante l’ispezione, sono state contestate cinque prescrizioni penali, che riguardano la mancata effettuazione delle visite mediche, l’omessa nomina del preposto, la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza della cassetta di primo soccorso e irregolarità nell’impianto di videosorveglianza.

A Roseto degli Abruzzi, sono stati scoperti quattro lavoratori completamente in nero, portando anche in questo caso alla sospensione dell’attività. Il titolare è stato denunciato per violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro, con prescrizioni che hanno riguardato la mancata effettuazione delle visite mediche preventive, l’omesso aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la mancata formazione dei dipendenti, l’inefficienza della cassetta di primo soccorso, la carente manutenzione dell’impianto elettrico e l’insufficiente cartellonistica di sicurezza.

Infine, a Crognaleto, la sospensione è stata disposta per gravi carenze in materia di sicurezza, in particolare per la mancata predisposizione del piano di emergenza ed evacuazione. Anche in questo caso, il datore di lavoro è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

Nel complesso, l’operazione dei Carabinieri del NIL ha portato alla denuncia di cinque datori di lavoro, all’emissione di 18 prescrizioni, a tre provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, due diffide amministrative e sanzioni superiori a 60.000 euro.

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