Teramo – Il tour della campagna informativa “La salute non può attendere” è iniziato dai CUP dei capoluoghi di provincia. L’iniziativa, promossa dal M5S Abruzzo, ha come obiettivo quello di informare i cittadini sui diritti previsti dalla normativa vigente per garantire l’accesso alla salute.
Il progetto è stato avviato online lo scorso dicembre e, in risposta alle numerose richieste ricevute tramite il form dedicato sul sito ufficiale del M5S Abruzzo, si è deciso di allestire banchetti informativi davanti ai Centri Unici di Prenotazione dei presidi ospedalieri. Questi punti informativi forniscono materiale e istruzioni per presentare reclami formali riguardo a appuntamenti per visite ed esami diagnostici non assegnati o programmati troppo lontano nel tempo rispetto alle prescrizioni mediche.
Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini hanno dichiarato: “Siamo davanti a una campagna regionale senza precedenti. Abbiamo rimesso al centro le persone e il loro diritto alla salute. Sono tanti, troppi, i cittadini che non sanno come presentare un formale reclamo per contrastare le lungaggini delle liste d’attesa, che in Abruzzo sono diventate una vera vergogna.”
Un esempio di questa situazione è rappresentato da una cittadina che ha atteso oltre tre anni per un esame; dopo aver presentato un reclamo formale seguendo le indicazioni fornite, ha potuto effettuare l’esame in una settimana.
Erika Alessandrini e Francesco Taglieri hanno inoltre sottolineato: “Sia chiaro che non esiste alcun escamotage per saltare la fila. Quello che stiamo divulgando è uno strumento messo a disposizione dalla normativa vigente. Il problema è che questa procedura, che è un diritto degli utenti, probabilmente non viene adeguatamente divulgata dal sistema sanitario nazionale.”
Secondo quanto emerso, il personale dei CUP non risulta adeguatamente formato per consigliare gli utenti, e le informazioni sulle bacheche istituzionali delle ASL sono spesso poco visibili e difficili da reperire. I dati parlano chiaro: nel 2025, le ASL abruzzesi hanno dichiarato di aver erogato circa 1 milione e 615 mila prestazioni, mentre sono stati attivati solo 1.809 percorsi di tutela in quasi due anni.
Questa iniziativa si propone di intervenire direttamente per aiutare i cittadini, in particolare gli anziani e le persone più fragili, che hanno meno accesso agli strumenti digitali.





