Teramo – Il dibattito riguardante la Chiesa di Sant’Apollinare di Poggio Valle continua a suscitare discussioni. Dopo le dichiarazioni del sindaco Daniele Palumbi, il consigliere comunale di opposizione Iwan Brandimarte, appartenente al gruppo ‘Uniti per Torricella’, ha nuovamente richiesto chiarimenti sulla gestione amministrativa dell’intervento.
Brandimarte ha espresso che le spiegazioni fornite dal primo cittadino su certastampa.it non sarebbero adeguate a dissipare le incertezze emerse nelle ultime settimane. «Le dichiarazioni del sindaco – afferma – anziché chiarire definitivamente la situazione, lasciano ancora aperti importanti interrogativi sulla gestione amministrativa della vicenda».
Il consigliere ha evidenziato la distinzione tra gli aspetti che coinvolgono enti competenti come la Soprintendenza e la Diocesi, e quelli che riguardano direttamente il Comune, concentrando le sue osservazioni su quest’ultimi. Secondo quanto emerso, dagli atti comunali disponibili non risulterebbero né l’impegno di spesa né il formale affidamento dei lavori alla ditta incaricata, nonostante il cantiere fosse già stato avviato e fossero in corso attività operative presso la struttura.
Brandimarte ha sottolineato che questo è un elemento di grande rilevanza. «Non è un dettaglio secondario – sottolinea – ma un passaggio fondamentale nella gestione della cosa pubblica». Inoltre, ha messo in discussione le risorse economiche menzionate dal sindaco, affermando che le somme indicate non sarebbero già destinate e impegnate per l’intervento specifico, ma avrebbero necessitato del completamento dei passaggi amministrativi e contabili previsti dalla normativa.
Il consigliere ha quindi posto una domanda all’amministrazione comunale: «Come si può parlare della tutela di un bene storico, degli affreschi e del valore culturale della Chiesa di Sant’Apollinare e, nello stesso tempo, consentire l’avvio delle attività senza che fosse stato completato preventivamente tutto il percorso amministrativo necessario?».
Brandimarte ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare rigorosamente le procedure quando si interviene su beni che rappresentano un patrimonio storico, culturale e religioso della comunità. «La fretta – osserva – non può mai sostituire il rispetto delle regole».
Secondo il consigliere, una gestione non pienamente allineata ai percorsi amministrativi previsti potrebbe generare criticità per tutti i soggetti coinvolti: dall’ente agli uffici comunali, fino alla ditta incaricata dei lavori, oltre che per il bene stesso oggetto dell’intervento. Infine, Brandimarte ha evidenziato come, dopo diciassette anni di amministrazione, situazioni di questo tipo risultino ancora più difficili da comprendere. «L’esperienza amministrativa dovrebbe rappresentare una garanzia di programmazione, attenzione e conoscenza delle procedure – conclude – evitando il sorgere di dubbi che avrebbero potuto essere prevenuti attraverso un percorso chiaro e trasparente fin dall’inizio».





