Home Cronaca Appello del Comune di Sant’Egidio contro la condanna per risarcimento di oltre...

Appello del Comune di Sant’Egidio contro la condanna per risarcimento di oltre 44 mila euro

27
0
Appello del Comune di Sant’Egidio contro la condanna per risarcimento di oltre 44 mila euro

Teramo – Questa mattina si è tenuta presso la Corte d’Appello dell’Aquila l’udienza riguardante il ricorso presentato dal Comune di Sant’Egidio alla Vibrata contro la sentenza del Tribunale di Teramo. Tale sentenza aveva condannato l’ente a risarcire i danni a favore di un’agente della Polizia Locale, riconoscendo che vi erano stati comportamenti lesivi per l’integrità psicofisica della lavoratrice, in base all’articolo 2087 del Codice Civile.

Il Tribunale aveva stabilito un risarcimento di 44.729 euro, oltre a spese legali e costi per la consulenza tecnica d’ufficio richiesta durante il procedimento. Secondo quanto emerso dalla sentenza di primo grado, le condotte contestate si sarebbero protratte nel tempo e avrebbero incluso la sottrazione di strumenti di lavoro, fattori che avrebbero contribuito all’insorgenza di un grave disturbo ansioso-depressivo reattivo cronico, accertato durante l’istruttoria.

Il Comune di Sant’Egidio alla Vibrata ha deciso di impugnare la sentenza, esercitando il proprio diritto di difesa nei successivi gradi di giudizio previsti dalla legge. Durante la vicenda, si è svolto anche un incontro tra il sindaco e la presidente del Coordinamento Codice Rosso, nel quale si è auspicato un dialogo per risolvere la controversia e superare il contenzioso.

Tuttavia, l’amministrazione comunale ha ribadito la volontà di proseguire nel giudizio di appello per sostenere le proprie ragioni davanti ai magistrati aquilani. Nel frattempo, a causa delle problematiche di salute riconosciute in sede giudiziaria, l’agente ha ripreso l’attività lavorativa presso un’altra amministrazione pubblica.

La lavoratrice ha anche espresso l’intenzione di continuare il suo percorso nelle sedi giudiziarie competenti, seguendo tutti i gradi di giudizio previsti dalla legge, per ottenere un pieno accertamento dei fatti e il riconoscimento definitivo delle proprie ragioni. Ora la Corte d’Appello dell’Aquila è chiamata a riesaminare una questione che ha attirato particolare attenzione sulla tutela dei lavoratori e sulle responsabilità degli enti pubblici nei luoghi di lavoro.

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome